Bergen, scopriamo la “porta dei fiordi”

Il nostro viaggio norvegese inizia da Bergen, seconda città per dimensione e popolazione della Norvegia, e porta d’ingresso dei meravigliosi fiordi. La maggior parte delle particolari insenature marine tra le montagne si concentrano a sud del paese: è qui dove si trovano i panorami mozzafiato, la palette del verde con un centinaio di tonalità diverse; è sempre qui dove nel giro di quaranta minuti passi dal mare alla neve, e al ghiaccio. Il mese di luglio – ci avevano assicurato- sarebbe stato quello meno rischioso dal punto di vista climatico. Dovete sapere che la Norvegia è la nazione più piovosa d’Europa, e la zona dei fiordi lo è in particolar modo: su un mese si possono contare circa cinque giorni di media senza aprire l’ombrello. Lo sapevamo. Era messo in conto. Santo k-way acquistato a pochi euro due giorni prima di partire!

Veniamo a Bergen: è una cittadina molto graziosa, colorata, decisamente giovane e piena di vita (il 10% degli universitari norvegesi studia in questa città). Al contrario di Oslo, grigia ed austera, avrei eletto lei come capitale della Norvegia. Facile girarla a piedi perché le attrazioni principali si trovano proprio nella zona centrale, rivolta verso il mare.

Cosa vedere in una giornata?

Il Bryggen, il molo anseatico di origine vichinghe totalmente in legno, noto per le casette a punta dai colori sgargianti, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco. Questo, dell’intera città andata a fuoco una quarantina di volte, è l’unico quartiere ad essere rimasto intatto senza finire completamente in cenere. Passeggiare all’interno di quei vicoli è obbligatorio, seppur molto turistico, riesce ad affascinare notevolmente. Il profumo di legno umido e lo scricchiolio del pavimento ci hanno fatto compagnia mentre, tra una scrosciata e una schiarita, abbiamo spiato dalle finestre di botteghe e ristoranti;

La stazione della Fløibanen, la funicolare di Bergen. È una delle attrazioni più conosciute della città, anche se nei mesi estivi c’è sempre coda per i biglietti, la destinazione vale l’attesa. Noi siamo arrivati intorno alle 7.45 e non aspettato atteso nemmeno un minuto prima di salire (siamo mattinieri…almeno io!). Un piccolo trenino a cremagliera sale velocemente: in circa dieci minuti ci troviamo in cima al monte Fløyen. Da qui si fotografa tutta la città con il fiordo che si insinua nell’entroterra e le sette montagne che circondano Bergen. A questo punto si può scegliere di tornare in centro riprendendo la funicolare, oppure -come abbiamo preferito fare noi -percorrendo i 3 km di sentieri nel bosco (stracolmo di statue e totem dedicate ai Troll…sono ovunque in Norvegia, come è noto!). Al Floyen si trova anche un punto ristoro, il Folkerestaurant, dove prendere un caffè o una zuppa di pesce. (Costo della funicolare 4,50 euro circa per tratta)

Il Fisketorget, il mercato del pesce con le sue colorate bancarelle sulla piazza del porto. Dal XII secolo il mercato del pesce è il punto di riferimento di pescatori, e turisti. Una tappa fondamentale per il pranzo sotto i tendoni con la copertina sulle gambe. Da provare: le fiskeboller, le polpette di merluzzo impanate e fritte, il granchio reale (costa molto più dell’oro ma è squisito!), un trancio di salmone marinato e grigliato, o una bistecca di balena con patate al cartoccio. Il conto è salato, lo ammettiamo, ma l’esperienza food va fatta. Se volete portare a casa un ricordino gastronomico, è il posto giusto: ci sono banchetti in cui vendono salame di alce, renna e balena, ma anche confetture di more artiche e mieli aromatizzati.

Una passeggiata “dall’altro lato”. Certo, la zona più turistica è quella del Bryggen, ma quattro passi tra le case del centro di Bergen li dovevo fare. Io, fissata come l’home decor in ogni parte dell’universo, dovevo dare libero sfogo anche qui. Siamo partiti dal Nationale Scene, il teatro più antico del paese (nel 1850 Ibsen ci a messo in scena I Pilastri della Società, tipo…), e abbiamo proseguito verso la via principale della città, la Torgallmenningen, il vero punto di ritrovo di Bergen con negozi (catene anche qui!), hotels, ristoranti e centri commerciali. Ho amato il quartiere Marken, con le sue viuzze acciottolate e strette, in un dedalo di salite e discese; le casette qui sono tutte di legno, basse, e verniciate con colori pastello. Decidiamo di entrare in chiesa, nella Pinsekirken, la chiesa pentecostale in legno bianco, con il tetto appuntito: un prete donna sta dicendo messa, mentre alcune fedeli sorseggiano del tè, e un sassofonista accompagna l’omelia. Non male, direi.

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