A Mantova: libri, tortelli e ninfee sul lago.

Dal 6 al 10 Settembre, Mantova ospita la 21esima edizione del Festivaletteratura: un’occasione perfetta per godere delle meraviglie della città dei Gonzaga. Scegliete due giorni e lasciatevi conquistare. Con occhi e palato.

Ritorna a Mantova l’attesa festival della letteratura di respiro internazionale. Se per caso non bastasse ciò che la città già offre con il suo patrimonio artistico-culturale, la rassegna è sicuramente quel quid in più. Libri, incontri con gli scrittori, storie di vita vissuta. Questo e molto altro riempirà le piazze della città. Io amo Mantova, e appena posso ci faccio un salto. In un paio di giorni si riesce tranquillamente a visitare. E a gustare. Ho spesso paragonato Mantova a Pavia, a Cremona o Piacenza e, altrettanto spesso, l’ho utilizzata come misura per dare una spiegazione al fatto che i Gonzaga tirassero più dei Longobardi e dei Visconti messi assieme. Ora ho capito. Facile, anzi proprio evidente: a Mantova ci sanno fare e valorizzano tutto quel che c’è. Nelle altre città sopra citate -tra cui la mia Pavia dove la materia prima-culturale e artistica è dieci volte tanto, per dire- non sono ancora a quel livello. Sarà anche merito del festival che attira gente da tutto il mondo, ma non basta da solo, fidatevi.

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Da Lombarda puoi capire che i tuoi corregionali la scelgano come meta per la gita fuori porta o che sia la location -quasi- preferita per le scolaresche seguite dalle prof di arte invasate con Mantegna; poi arrivi lì e tutte le volte sei quasi l’unica che parla italiano: il resto dei turisti sono tedeschi, inglesi, olandesi, belga, francesi, russi, arabi, australiani. Ok la vicinanza con il Lago di Garda sulle cui sponde si trasferisce mezzo nord Europa, ma Mantova ci mette del suo in ogni caso, questa è l’arma vincente.

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Da non perdere. Tutto si concentra in tre piazze –poche è vero, ma sono inzuppate di storia e cultura- che lentamente ti portano al Castello e al Lago, e poi al Mincio, e poi ancora al Po.  Quando arrivi in Piazza Delle Erbe –il vero centro della città con i suoi portici e i suoi bar- scopri che ciò che sembra un battistero per via della forma rotonda è una chiesa e che un palazzo che solitamente vedi sul Canal Grande può essere anche qui perché un mercante lo aveva fatto costruire per sé, in cotto, con le decorazioni in stile veneziano.

A Mantova stai per entrare a Palazzo Ducale, che altro non è che una città-palazzo perché comprende numerosi edifici, giardini, musei- e ti propongono di salire su un traghetto e di farti una crocierina sul Lago di Mezzo sul Mincio che, si sa mai, si possano vedere ninfee e fiori di loto galleggiare indisturbati che neanche in Giappone (tantissimi, e che spettacolo al tramonto!)

A Mantova i buffoni di corte hanno una casa splendida in cui vorrei vivere per tutta la vita, quella del Rigoletto di Verdi, e hanno anche il “Palazzo dei lucidi inganni”, quello in cui Federico II Gonzaga si andava a svagare, immerso nel bosco, incontrando l’amante ufficiale (ne aveva anche molte ufficiose). Lo ha chiamato Palazzo Te e lo ha riempito di miti e leggende, di Amore e Psiche.

Cosa mettere nel piatto.  Mi piace che al turista venga proposto il tortello con la zucca anziché la solita lasagna da menù fisso dozzinale, e riso alla Pilota (riso condito con pasta di salame rosolata e grana) ;  come mi piace che ci sia Torta Sbrisolona in ogni negozio, anche in edicola tra un po’. E poi, un assaggio di mostarda di mele campanine (inventata dallo chef di corte dei Gonzaga, niente di meno…) che si può provare solo qui, e, per gli amanti del pesce: il luccio con la polenta o come sughetto per la pasta rigorosamente fatta in casa.

A pochi minuti di auto, la campagna. A dire il vero non è un discorso Mantova-centrico, anche la provincia ne beneficia con il suo essere agreste allo stato puro. Prendete noi: abbiamo dormito  in un ex fienile, in una camera in cui ancora pavimento in cotto e soffitto con laterizi e travi gigantesche a vista erano originali del tempo (Agriturismo Cà Guerriera, Sustinente -MN); abbiamo mangiato cose buonissime in una ex stalla e siamo andati dal casaro che, tra una mungitura e l’altra, ci ha venduto l’amarone, il grana e lo yogurt con le pere appena fatto (consiglio una capatina per fare scorta: Caseificio Corte d’Attila, Nosedole -MN)

Per tutte le info sul Festivaletteratura, visitate il sito ufficiale con programmi ed eventi in cartellone.

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