Festival del Prosciutto di Parma: a Langhirano è lui il Re.

Festival del Prosciutto di Parma 2017: a Langhirano per un giornata all’insegna del sapore autentico del Re dei salumi. C’è ancora un fine settimana di eventi il 9 e 10 Settembre.

A Langhirano ci sono più prosciuttifici e salumifici, che case. Lo posso confermare dopo esserci stata in avvio della XX edizione del Festival del Prosciutto di Parma, rassegna interamente dedicata al salume simbolo della provincia, inaugurata quest’anno da Ernst Knam, il Pastry Chef che per l’occasione ha inventato la torta “Langhirano”: una meringa morbida di nocciole con un pizzico di cannella, pepe nero di saravak, cioccolato fondente 70%, mousse di fichi e, ovviamente, Prosciutto di Parma 36 mesi essiccato.

L’evento si snoda nei diversi stabilimenti dei produttori del famoso crudo di Parma, nella cittadella del prosciutto con tantissimi stand e degustazioni, con iniziative su tutto il territorio fino al 10 settembre (il consiglio è quello di andarci nel fine settimana, quando il calendario è più fitto!).

Cose fare secondo noi di Cosebelle&buone?

Visitare un prosciuttificio. Per capire al meglio come nasce, stagiona e arriva sulle tavole il Re dei prosciutti, bisogna “vederlo crescere”. Per questo i quindici stabilimenti artigianali di Langhirano aderiscono a Finestre Aperte: i visitatori avranno la possibilità di partecipare ad un tour guidato per scoprire tutte le fasi di lavorazione del prosciutto, dalla coscia, alla corona marchiata a fuoco a fine stagionatura. E qui si noterà che le finestre sono davvero aperte per far entrare il Marino, il vento dell’appennino tosco emiliano, che garantisce una ventilazione naturale perfetta per l’asciugatura del prosciutto, in grado di conferirgli quel gusto dolce che lo caratterizza. Questa, e tante altre curiosità, come la salatura, e la lavatura, le ho scoperte durante il mio giro nel prosciuttificio Egidio Bedogni: era la prima volta che mi trovavo circondata da cosce! Una quantità impressionante: basti pensare che da qui escono dai 2000 ai 2300 prosciutti a settimana, diretti verso la grande distribuzione, le botteghe e la ristorazione. L’Italia è la patria del Prosciutto di Parma DOP (Vittorio Sgarbi l’ha proposto all’Unesco, per dire!): ne vengono prodotti 11 milioni l’anno. Diffidate dalle imitazioni: quello che rende il Prosciutto Crudo di Parma un unicum è un rigido disciplinare imposto dal Consorzio in fatto di allevamento, selezione delle materie prime, lavorazione e stagionatura. Ah, togliere il grasso è vietato: il tono dei produttori era proprio perentorio.

(Per arrivare ai prosciuttifici partono navette gratuite da Piazzale Corridoni, a Langhirano)

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Un giro di degustazioni alla Cittadella del Prosciutto di Parma. Certo, la teoria è importante, ma la pratica? Il gusto? Per questo la seconda tappa della giornata al festival è da trascorrere alla Cittadella, una sorta di quartiere, con tanto di red carpet, di stand e laboratori, dedicati al salume simbolo di Langhirano. Non rifiutate mai un assaggio: i produttori locali portano avanti la tradizione con immensa passione. Un vero peccato dar loro il dispiacere di non accettare la fetta che -sicuramente -allungheranno verso di voi. E così anche io, durante la mia giornata passata a degustare (ho perso il conto degli etti di prosciutto a fine giornata), ho provato abbinamenti insoliti: il crudo di Parma con il sakè, e con tre tipi di birra artigianale Amarcord (ottimo birrificio di Rimini!). Chiaramente, tra gli stand della Cittadella, troverete anche altri due prodotti d’eccellenza del territorio: il Parmigiano Reggiano DOP (spesso in abbinata al crudo di Parma nelle diverse stagionature) e l’aceto balsamico di Modena Igp.

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Se avanza tempo: visita al Museo del Prosciutto (ingresso 3 euro Sabato 9 e Domenica 10 Settembre alle ore 11.00).

Per tutte le info e il programma www.festivaldelprosciuttodiparma.com

 

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