Lago d’Iseo. Un giro a Monte Isola.

In un week end al Lago d’Iseo immortali scorci mozzafiato, ti innamori di un’isola bohemienne da girare in bicicletta, e scopri che le piramidi non sono solo egiziane.

Balzato agli onori della cronaca e delle pagine culturali per The Floating Piers, la passerella arancione di Christo, il Lago d’Iseo è una meta di tutto rispetto per un fine settimana di relax e buon cibo. Anche senza galleggiare in mezzo all’acqua con gente ovunque. Sì, quell’esperienza ce la ricorderemo per sempre, credo.

La pittoresca Monte Isola by bike. Per un giro panoramico sul Lago d’Iseo ci si può imbarcare su uno dei battelli della Navigazione Lago Iseo, e raggiungere in pochi minuti Monte Isola (da Sulzano a Sale Marasino, o altri), con i suoi paesini incredibilmente belli, metà sulla sponda bresciana e metà su quella bergamasca. Questa è l’isola laucustre più grande d’Italia: 600 metri, il punto più alto (la camminata è meravigliosa!), e 4 km di estensione. L’auto non si usa, ovviamente: si inforca la bicicletta (le biciclette si noleggiano ai moli sull’isola e si possono imbarcare sui traghetti). Via con il saliscendi dei due versanti: i km sono 9, ma i paesaggi ripagheranno di ogni fatica.

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L’isola delle reti da pesca. Monte Isola conta circa 1600 abitanti, in totale. I piccoli comuni sono pittoreschi e suggestivi. Qui, fino agli anni 70 si viveva grazie al lavoro nei campi tra foraggio, cereali, olivi e viti. Gli indotti maggiori arrivavano comunque dalla pesca e dalla produzione di reti, che le donne intrecciavano nelle piazze, e in casa, durante l’inverno. Oggi si pesca sempre meno, ma resistono ancora diversi laboratori artigianali soprattutto a Peschiera Maraglio (dove fanno anche le reti per le porte da calcio!). Esiste persino un museo dedicato a questa tradizione: visitate il Museo della Rete di Siviano.

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Camminata nei boschi fino alla vetta. Se avete gambe allenate e un po’ di fiato, c’è una bella camminata di 2 ore (circa 1km e mezzo in salita) per raggiungere il punto più alto di Monte Isola: il santuario della Madonna della Ceriola, quota 599 s.l.m. Una bella passeggiata in mezzo alla natura, tra scorci sull’acqua e boschi di castagni. Si parte da Carzano; prima sosta a Novale, che ospita la residenza quattrocentesca del vescovo Morosini. Da qui si segue il versante ovest dell’isola incrociando le minuscole frazioni di Olzano, Masse e Cure. (Se non ve la sentite di farla interamente a piedi: da Carzano e da Peschiera Maraglio c’è una navetta che porta fino a località Cure. Da qui mancano soltanto venti minuti per arrivare in cima) Andando con calma, si sale sempre di più, fino al punto in cui il lago si apre in tutto il suo splendore. Foto cartolina da scattare!

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Ora che vi abbiamo detto cosa fare, si mangia! Da mettere nel piatto, se volete assaporare le specialità di questi luoghi: la Sardina Essiccata di Lago, Presidio Slow Food che si può provare a crudo, o nella strepitosa Millefoglie di Sardina di Lago con chips di polenta del Ristorante Locanda Al Lago di Carzano che vanta anche una terrazza wow; per una pausa veloce si va a Siviano, al bar Tina, per un panino con il Salame di Montisola, magro e dal sapore affumicato; location incredibilmente romantica e vintage alla Trattoria la Spiaggetta, a Sensole dove i piatti sono in prevalenza a base di pesce di lago (Salmoriglio, Sardine, Tinca): non sono molti, ma cucinati benissimo. Da annaffiare con vini Franciacorta, ovviamente!

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