Tra presepi e terrazzamenti (e pizzoccheri) in Valtellina.

La montagna d’inverno non è sempre e solo sci. Si cammina, si ascolta, si respira, si mangia. In Valtellina il turismo è slow; non è impegnativo ed è alquanto facile da organizzare il da farsi. Si gode di ciò che la natura sa dare e si mangia secondo tradizione.

Ph e testi di Eleonora Lanzetti e Marco Distaso

L’itinerario di viaggio può partire da Morbegno, centro più grande della bassa Valtellina e patria del Bitto, il formaggio a cui viene dedicata una sagra che a metà ottobre attira in città migliaia di turisti ogni anno. Dopo una visita a Morbegno si può partire per una lunga camminata seguendo uno dei sentieri che portano a scoprire le bellezze che la natura ed il tempo che fu hanno lasciato come la “Via dei Terrazzamenti”che va da Morbegno a Tirano (e viceversa)  ricamando un percorso tra i vigneti terrazzati e i borghi del versante retico. Siamo nel periodo natalizio: non vuoi vedere un presepe? Se ce ne fossero 24 sarebbe meglio. Come ogni anno a Talamona, antico centro che si estende fin sulle Alpi Orobie, si svolge la manifestazione Presepi delle Contrade, un incredibile percorso che conduce ai diversi presepi allestiti in ogni parte del paese da privati e associazioni: basta seguire le stelle comete con i numeri che si trovano ad ogni angolo del paese. I più belli secondo noi? Quello di Ca di Giuan (Casa di Giovanni) lungo il torrente Roncaiola, in cui viene riprodotto in un intero villaggio con casupole di legno in cui vengono raccontati personaggi ed antichi mestieri, e quello del Crott dul Bem, crotto in cima al paese in cui i figuranti del presepe sono scolpiti direttamente nei tronchi dei pini. Se proprio non si può fare a meno di sciare, si può sempre salire lungo la Val Gerola sino al Pescegallo da dove partono le seggiovie per raggiungere le piste.

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Cosa mettere nel piatto? Qualche fetta di Bresaola, salume autoctono delle valli, formaggi Bitto e CaseraSciatt (frittelline di grano saraceno ripiene di formaggio fuso); Taroz,  una sorta di purea di patate, e fagiolini conditi con burro e formaggio Casera valtellinese (che noi abbiamo mangiato come ripieno delle manfrigole, una sorta di mezzo cannellone più ampio), Polenta taragnaPizzoccheri Valtellinesi (lunghi di grano saraceno con patate, verze, burro, salvia e formaggio). I dolci sono semplici e profumano di casa della nonna: i biscotti di Prosto (burro con un pochino di farina e zucchero…ma soprattutto burro!), e la torta fioretto, una sorta di pan brioche al delicato sapore di anice.

 

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