Acqui Terme: we di relax tra storia e vigneti di Brachetto

Un fine settimana ad Acqui Terme per godere dei benefici negli antichi bagni dei romani e passeggiare tra i vigneti. E dopo il relax, doveroso un giro di degustazioni di tajarin e Brachetto.

Qualche giorno fa, si è presentata a pennello l’opportunità di un fine settimana di piacevole lavoro ad Acqui Terme, cittadina della provincia di Alessandria, nell’alto Monferrato. Sebbene io viva nella vicina campagna pavese, non ero mai stata ad Acqui. Forse perché l’avevo sottovalutata e pensavo fosse indicata per quel turista un po’ anzianotto che necessita delle cure termali per i reumatismi e la circolazione. Errore madornale: Acqui Terme è davvero impregnata di storia ed opportunità interessanti, oltre le sue prodigiose acque.

Arrivata ad Acqui Terme, dopo un primo giro panoramico regalatoci da Mauro, il simpatico albergatore dell’Hotel Rondò in cui ho soggiornato, mi hanno subito messo davanti salumi e formaggi di benvenuto. Ah, che bella questa accoglienza: altro che cocktail melensi tuttifrutti! Gustato il brunch, siamo partiti alla volta del centro storico alla scoperta delle origini della città: il primo segno di età imperiale è ad una manciata di passi dall’hotel, l’’acquedotto romano di Acqui Terme, uno dei più importanti esempi di architettura romana civile di tutto il Piemonte. La struttura colossale, incastonata nel parco verdissimo, con le alte colline e il fiume Bormida alle sue spalle, è l’ideale per stendere la coperta, aprire un bel libro e, adios, pace.

Le viuzze del centro storico di Acqui Terme pullulano di gente e botteghe storiche (in parecchie regna sovrano il cibo!); capisco sempre di più di averla bistrattata come meta fuori porta. Passeggiando si arriva alla Bollente, piazza simbolo della cittadina, al centro del ghetto ebraico: una meravigliosa edicola di marmo bianco con una fonte da cui sgorga acqua dalla temperatura ustionante, ma dalle proprietà magiche: “Bisognerebbe prendere un bicchiere e provare“, mi dicono, peccato che io stessi mangiando un gelato al croccantino. Passo l’acqua dal caratteristico odore sulfureo, e si procede con il tour al Castello dei Paleologi, che oggi ospita le collezioni del Museo Archeologico di Acqui Terme, e il Giardino Botanico da cui si ammira tutta la città dall’alto, e la Cattedrale di Santa Maria dell’Assunta con la sua cripta e il famoso Trittico del Bermejo (visibile solo su prenotazione).

Ed ora relax alle terme. Se vai ad Acqui Terme cosa ti aspetti di trovare oltre tutta questa mole di cultura e storia? Beh, delle piscine con dell’acqua portentosa. Chiaro. La nostra domenica è stata dedicata al sollazzo al Lago delle Sorgenti, centro benessere olistico, dove acqua e suoni rigenerano corpo e mente. La struttura è quella classica di una spa, ma oltre a vasche, saune e bagni di vapore, si possono vivere esperienze meditative come le sedute con Campane Tibetane e Planet Gongs, o il Water Chi Qung a 36°. Io ho provato un brevissimo bagno di gong ed è stato pazzesco: il suono ti entra nello stomaco e qualcosa ti smuove. Al Lago delle Sorgenti ci sono poi le vere terme, il Vulcano, una piscina in pietra all’aperto con acqua termale a circa 40° dove mi sono immersa e ho inalato il vapore con l’aiuto del mio Sando Gaza, ossia il classico cappellino da Sampei di paglia, che consentiva il circolo del vapore accanto al naso.

 

Cosa mangiare ad Acqui Terme? Dopo tutto questo benessere, passiamo al capitolo più gustoso: piatti tipici e posticini che vi consiglio di raggiungere per assaggiare prelibatezze autentiche e portare a casa il souvenir migliore (che per me è sempre meno ceramica e più ciabaria!). Per un menù tradizionale in una location densa di fascino e di storia, l’Enoteca Regionale di Acqui Terme e Vino è l’ideale: tra le volte in pietra ed antichi muri dei sotterranei di Palazzo Robellini, abbiamo assaggiato filetto baciato, risotti con tome di pura capra e nocciole delle Langhe, tajarin, e brasati al Barbera d’Asti, innaffiati da Barbera del Monferrato, Dolcetto d’Acqui e Brachetto (che è da sempre nella top ten dei miei vini preferiti…lo trovo parecchio femminile!)

La terra, le vigne, cin cin. In questa zona dell’alto Monferrato si mangia bene e si beve ancora meglio. Oltre all’Enoteca Regionale, dove si concentrano tutte le etichette doc e docg del territorio, ci sono le colline costellate di cantine gestite da gente affabile, pronta ad accogliere il turista a braccia aperte e…ad aprire anche le bottiglie! Non ci sono solo Brachetto e Dolcetto d’Acqui, ma anche barbere, moscati, passiti da sorseggiare tra i filari. Tra queste cantine una menzione la merita Cantine Marenco, a Strevi, bellissima tenuta dove i brindisi accompagnati da gustosi assaggi di formaggi e pasta fresca sono piacevoli pause rigeneranti…quasi quanto le terme.

Dove soggiornare. Hotel Rondò è a pochi passi dal Lago delle Sorgenti e dall’acquedotto romano. Camere spaziose e ristorante rinomato con ottima carta dei vini e piatti della tradizione.

 

 

 

 

 

 

 

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