Grand Hotel Fasano, un sogno a 5 stelle in riva al Lago di Garda

Ogni volta che mi si propone il Lago di Garda, rispondo sempre sì. Sì perché lo conosco bene e so che mi sentirei a casa; sì perché nonostante questa profonda sintonia, mi stupisce sempre, ancora: sì perché in quelle cittadine così eleganti, ma senza troppa puzza sotto il naso, ci ho passato le estati per venti anni di vita (dai primi passi al primo anno di università…), e poi sì perché è un luogo che mi lega indissolubilmente a mio padre.

E così, proprio lo scorso fine settimana, ci sono tornata con Marco in occasione di un compleanno speciale. A Gardone Riviera, a due passi dal Vittoriale di Gabriele D’Annunzio, abbiamo partecipato ai festeggiamenti del Grand Hotel Fasano, esclusivo resort di lusso in riva al lago, immerso in un parco secolare con palme e fiori, che ha dato il via alla nuova stagione tagliando il traguardo dei 130 anni di attività. Ho raccolto i capelli in un maxi turbante, infilato un paio di sobri occhiali da sole rosa a farfalla, e passeggiando tra sale e terrazzi ho pensato che al posto mio, cento anni prima, c’era un certo Gustav Klimt che aveva piazzato un cavalletto nel parco dell’hotel e si era lasciato ispirare.

Quel fascino impregnato di storia, ma anche l’evoluzione cosmopolita del GHF, ci entusiasma. Da tre generazioni gestito dalla famiglia Mayr, questo albergo a 5 stelle lusso, non è mai eccessivo in nessuna sua area che, attraverso cene itineranti, momenti wellness, e degustazioni d’autore, abbiamo scoperto ad occhi spalancati.

Grand Hotel Fasano-Terrazza principale con vista

Grand Hotel Fasano affacciato direttamente sul lago

Ghf- Sala colazioni e brunch

Ghf-L’alba sul lago di Garda immortalata dalla nostra camera

Qualche ora in una delle spa più belle d’Italia. Noi che siamo sempre molto felici di farci abbracciare dall’accappatoio profumato della spa, avevamo sentito parlare di questa destination SPA AVEDA come una delle più grandi e complete d’Italia. In effetti la meraviglia è tanta:  la spa è costituita da un’area wellness interna e da una esterna -collegate da un tunnel d’acqua dotato di cromo terapia – con piscine in pietra naturale a bordo lago, postazioni idromassaggio e giochi d’acqua. All’interno, invece, troviamo piscina coperta, palestra, sala relax, e -zona mai vista in anni di termalismo da spa addicted- le 5 saune del “Mondo del Vapore” (hammam, tepidarium, laconium, vitarium, sauna finlandese) oltre a circuito kneipp, cromo-aromaterapia, fonte del ghiaccio e quattro cabine per i trattamenti.

Grand Hotel Fasano -Spa Aveda piscina interna

Nelle cucine dello chef Matteo Felter e la sua brigata. Olio d’oliva tra i miei favoriti, pesce di lago, e virate gourmet ci stuzzicano oltremodo: quale esperienza migliore se non quella di cenare tra padelle e casseruole? Un percorso di gusto itinerante tra le diverse cucine del Grand Hotel Fasano, ci ha permesso di assaggiare i piatti simbolo dello chef (simpatico e lontano dall’essere star a tutti i costi!) e dalla sua brigata direttamente “dai fornelli” dove nascono. Avevamo sempre piattini tra le mani, e la parola bontà usciva quasi come intercalare. Chef Felter, guida il ristorante Il Fagiano, fiore all’occhiello dell’hotel, mentre per un pranzo veloce sono perfette La Magnolia, a bordo piscina, e La Terrazza. Per gustare il pesce di lago e le ricette del Garda, invece, bisogna provare un altro ristorante del Grand Hotel Fasano, Il Pescatore, una elegante trattoria con ampie vetrate vista lago.

Spaghetto integrale tiepido con infusione di aglio e prezzemolo, Agone di lago essiccato, caviale Arenka dello Chef Matteo Felter

Grand Hotel Fasano -cucina La Magnolia

E quando si fa sera…magica bellezza e gin tonic d’autore. Con le papille gustative appagate dai piatti appena provati, tra tacos con tartare di manzo, sarde in saor e filetti di trota con uova di salmone, ci dicono che ci aspetta un bartender d’eccellenza, e che al Grand Hotel Fasano c’è proprio una lounge interamente dedicata al Gin. Va beh, ma questo è proprio il luogo del sollazzo puro, pensiamo. Arriviamo nella Gin Lounge e io mi innamoro perdutamente, mi piace tutto: i divani in pelle trapuntata color testa di moro, le stampe d’antan alle pareti, gli sgabelli dal design industriale, i colori del tabacco e del cuoio negli arredi. Vorrei viverci, in queste stanze.  Anche senza le 50 qualità di gin da tutto il mondo da poter bere. Ma visto che ci siamo, vediamo all’opera Rama Redzepi, capo barman nei più grandi hotel di lusso internazionali, che qui ha il suo regno. Il suo gin tonic (con un tocco di lemon per me)-grande classico, e uno dei pochi cocktail che apprezzo -è favoloso, in effetti.

Poi arriva il momento più atteso: quello in cui ti siedi in riva al lago, con il giubbino abbottonato ed il foulard attorno al collo, e ti fai schiaffeggiare il viso dall’aria frizzante, mentre l’acqua schiaffeggia le rive. Pensi alla fortuna di aver vissuto da principessa per due giorni; una principessa di campagna un po’ più coccolata e viziata del solito.

 

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