Imparare a fare il pesto (perfetto) alle Cinque Terre

La prima volta che ho assaggiato il pesto avrò avuto cinque anni. Erano ancora gli anni 80, giusto per ricordarmi che sto invecchiando. L’aveva preparato una cliente della tintoria di mia madre, la signora Linda, originaria di Levanto, che lo faceva con tutti i sacri crismi liguri. Senza dubbio con mortaio e pestello, e non con il mixer. Ricordo di essere rimasta estasiata da quel sapore, tanto da consacrare la salsa tra i miei cibi preferiti. Pesto sulla pasta, sul pane, sul riso, nel minestrone, sulle verdure, con il pesce, con i formaggi: la dipendenza aveva raggiunto livelli epici, e non sono mai riuscita a disintossicarmi.

Quando ho iniziato a fare da me con gli spadellamenti, sono andata a recuperare del basilico di Pra (perché ci vuole solo e soltanto quello!) da piantare nel mio orticello, dando il via alle stagioni del pesto home made. Sì, certo, non è come quello ligure, fatto dai liguri, in Liguria, però non è niente male. Almeno credevo lo fosse fino alla pesto cooking class alla quale ho partecipato la scorsa settimana a Manarola, una delle meraviglie delle Cinque Terre (potevo esimermi nel farlo? Chiaramente no.)

Dopo una breve camminata dal centro di Manarola, arrampicandoci dolcemente sino al Nessundorma, locale con una vista mozzafiato, intagrammato da turisti di mezzo mondo dalla Cina, alla Russia, passando per India e Nord Europa, io e il mio gruppone di giornalisti-aspiranti cuochi siamo stati accolti da Simone, istrionico titolare del meraviglioso chiosco incastonato tra vigneti e cactus a picco sul mare. Sul tavolo c’era già tutto l’occorrente per il nostro pesto perfetto: basilico di Pra (tutti gli altri non valgono), pinoli di Pisa (non un pinolo qualsiasi: serve quello pisano!), pecorino, parmigiano 40 mesi, aglio fresco, sale grosso, olio extravergine d’oliva (possibilmente ligure!), ghiaccio, mortaio di marmo di Carrara e pestello in legno di faggio.

Dopo dieci minuti a pestare ho creduto di dover abbandonare la challenge per imminente infiammazione da tunnel carpale, ma poi, inebriata dal profumo e dall’idea che di lì a poco me lo sarei gustato con un bicchiere di vino bianco fresco, ho continuato, caparbia. Risultato: incredibile! Simone regala consigli da tenere bene a mente. Uno su tutti? Il basilico non si lava e non si friziona, per pulirlo: si massaggia con il ghiaccio, che poi si toglie, e si scola!

La pesto cooking class al Nessundorma dura 1h e 30 min e si può prenotare tra le Airbnb Experience con la formula che comprende anche il pranzo con vista a 45 euro.

 

 

 

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