Quante cose al mondo puoi fare? Dove nasce la cedrata Tassoni

Qualche mese fa, in cucina, guardavo la credenza sulla quale campeggia la mia bella macchina da scrivere sovrastata dalle stampe pubblicitarie anni 50 di Barilla, del formaggino Susanna, del lievito Bertolini. Pensavo: Sì, di fianco alla mia Olivetti ci starebbe una bella insegna della cedrata Tassoni. Che è un po’ quella bibita intramontabile quasi fosse un cimelio, però proiettato al futuro.

Adesso la moderna giornalista la vedi con le cuffie wifi, mentre digita sul suo notebook, risponde al cellulare e sorseggia matchalatte; con variante estiva di acqua aromatizzata al cetriolo e zenzero. Prima, invece, sono sicura che sulle scrivanie roventi dei pomeriggi estivi in redazione, oltre al posacenere colmo di cicche, la pila di quotidiani, e il telefono con il filo a molla, c’era una bottiglietta di cedrata. E se non c’era quella, ci deve esser stata l’acqua tonica.

Io che subisco parecchio il fascino dei tempi che furono, cercando comunque di tenere il passo con un minimo di modernità, la scorsa settimana ho varcato la porta della Tassoni, nella storica fabbrica di Salò sul Lago di Garda, e mi sono lasciata incantare. Prima di tutto Mina, colei che è stata protagonista degli spot Tassoni per il Carosello, era onnipresente con quel gingle indimenticabile: Quante cose al mondo puoi fare? Costruire? Inventare? Ma trova un minuto per me. (Sì, lo cantava lei!). E poi le bottigliette degli spiriti, e quelle etichette dalle grafiche vintage, da non sottoporre per nessuna ragione al mondo al restyling di qualche creativo concettuale. Una storia bellissima, quella della Tassoni, iniziata nel 1793 nel centro di Salò, come spezieria dai fratelli Giovanni e Antonio Bondone, per poi diventare farmacia nel 1868, e distilleria nel 1884, quando venne acquistata da Paolo Amadei.

Passeggiando per la distilleria il profumo di cedro e limone stuzzica le narici; gli agrumi e i cedri arrivano dal sud, soprattutto Sicilia e Calabria, perché ormai ciò che resta delle fiorenti limonaie del Garda è solo un coreografico vezzo privato, per abbellire giardini e pergolati.  La produzione però è sempre rimasta qui, salda, in questa fabbrica modesta che ha mantenuto arredi e colori di un tempo, senza snaturarsi mai: le bottigliette -rigorosamente di vetro “rugoso”- corrono sulla linea per essere imbottigliate; ogni giorno si mette il tappo a circa 200 mila bottiglie di soft drink, tra Cedrata, Tonica, Fior di Sambuco, Pescamara, Mirto in fiore, che poi finiscono sul mercato italiano ed estero. Ah, i coreani vanno pazzi per la cedrata Tassoni: la Corea del Sud è il paese che ne importa di più, seguito dagli States, dove Tassoni è il cognome italiano più diffuso.

 

Per la targa della cedrata mi sto attrezzando, in compenso ho recuperato una serie di bellissime cartoline storiche che finiranno a far parte dell’arredamento!

 

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