Dolomiti d’estate: dai Serrai di Sottoguda al Rifugio Coldai

Io e Marco abbiamo scoperto la montagna tardi, da adulti, e adesso non ne possiamo più fare a meno. C’è chi dice che in montagna d’estate ci si annoi in un modo incredibile, e che sia meta interssante solo durante la stagione invernale, magari a ridosso delle festività natalizie che fa molto cùmenda a Cortina. Io non sono una provetta discesista (mi diletto solo con lo sci di fondo, e mi piace), non so fare i numeri con la tavola da snow, e sui pattini sono un disastro (ci ho provato con un mio amico olandese, ma sono una vera schiappa!). Marco ci ha provato con gli sport invernali, ma si è fermato alle ciaspole. Cosa ci resta da fare in inverno oltre che bere cioccolate, dei bombardini (dipendenza intra stagionale), e provare delle discese rocambolesche con lo slittino? Nulla. E d’estate? D’estate il paesaggio è mozzafiato e le strade sono praticabili; questo ti permette di raggiungere passi e cime inaccessibili con la neve -se non tramite seggiovia- e di fare delle escursioni incredibili.

Il mal di piedi, la tallonite, il fiato che da quando ho smesso l’attività da nuotatrice non ce l’ho più…non mi spaventano: noi agguantiamo la cartina dei sentieri, e andiamo! Si può fare altrimenti quando ti trovi sulle Dolomiti? Le Dolomiti sono imponenti, ti accerchiano, e di tanto in tanto qualche vetta che “vuole fare la splendida” si innalza sopra le teste delle altre e cerca di primeggiare. Sono contese, come le belle figliole: da una parte il Trentino, zona prosperosa di hotel lussuosissimi con spa a mille stelle; dall’altra il Veneto, territorio meno vezzoso, più wild.

Arrivati ad Alleghe, ridente paesino a valle delle dolomiti bellunesi, ai piedi del Monte Civetta, e sul pittoresco omonimo lago, ci facciamo un’idea del da farsi e, mentre fuori scrosciava la pioggia, abbiamo imbastito un itinerario. Abbiamo scelto tre passi da “esplorare”, in parte in auto e in parte a piedi: Passo Giau, splendido percorso di tornanti che ti conduce direttamente a Cortina d’Ampezzo (che merita una visita), passando per il Monte CristalloPasso Fedaia, con l’imponente diga e la Marmolada che ti chiama e ti invita a raggiungerla, e Passo del Pordoi, con i suoi trentanove tornanti che ti consentono di scavalcare la provincia di Belluno, e arrivare in quella di Trento. Salendo al Pordoi, dove abbiamo fatto sosta canederli all’osteria Da Maria, cercavamo su Google le imprese di Fausto Coppi, Pantani e compagni, chiedendoci che caspita di polmoni avessero.

Salita verso la cima e il lago Coldai. Mete piuttosto frequentate dagli appassionati di trekking in alta quota, questa escursione regala la possibilità di vedere panorami mozzafiato. Due i sentieri possibili: quello più facile, ossia il sentiero che sale passando per Malga Pioda, e quello decisamente più suggestivo, sebbene un po’ ostico per escursionisti inesperti, del sentiero n.4 che risale nell’ultima parte del canalone, con tratti rocciosi e ripidi. Noi, chiaramente, abbiamo optato per quello più difficile perché avevamo il “cane alpinista Jeffry” a farci da traino. In ogni caso, il punto di partenza si trova ai Piani di Pezzé, raggiungibili con la cabinovia da Alleghe.

I Serrai di Sottogudale gole scolpite da Madre Natura. I serrai di Sottoguda sono lunghi circa 2 chilometri, con pareti a picco alte centinaia di metri con poco spazio tra l’ una e l’ altra . Percorsi per l’ intero tratto dal piccolo torrente Pettorina che nel suo infaticabile scorrere ha eroso le rocce fino a formare voragini e le grotte levigate che oggi si possono ammirare. La visita ai Serrai si può effettuare, sia partendo da valle e salendo verso Malga Ciapela (dove parte anche la funivia che risale la Marmolada), sia in senso contrario (cosa che consiglio per il parcheggio e perchè l’andata è in discesa e il ritorno -in salita- si può fare con un comodo trenino con pochi euro). Alla fine della camminata si arriva a Sottoguda, un paesino davvero carino, dove le vecchine che arredano casa non prendono spunto dai magazine di home decor, ma dalle fiabe.

Escursione del Lago di Alleghe. Un giro piacevole di circa 2 ore senza troppi spostamenti, e quello attorno al lago di Alleghe (consigliato in particolar modo alle famiglie). Il percorso è molto facile e parte da Piazza Kennedy, nel centro di Alleghe; da qui si scende per via Monte Pape fino al Lungolago. A sinistra si costeggia il lago fino alla foce del Torrente Zunaia e ci si immette sul marciapiede fino alla località Rusech; si prosegue poi fino alla borgata di Masarè. Oltrepassato il ponte sul Cordevole si gira a destra seguendo la strada che conduce sull’altra sponda del lago. Da questo punto panoramico si ammira Alleghe in tutta la sua bellezza, con i monti Civetta e Pelmo che fanno da cornice. Proseguendo sulla carrozzabile, circa 300 metri dopo lo Chalet Al Lago, si seguono le indicazioni del percorso naturalistico che indirizzano sulla destra in un suggestivo tratto di bosco; dopo aver superato una lunga ma comoda scalinata, il sentiero conduce ad un ponte sospeso che, oltrepassato, porta a Vallazza.

 

 

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