La lasagna della Baita

La vellutata di bietole e topinambur è il mio comfort food.” Sì, per quanto sia buonissima e piacevole nelle fredde serate d’inverno, il personale concetto di piatto che mi conforta e mi regala del benessere, è un tantino diverso. Il comfort food è quello che ti riscalda il cuore, anche se è sbrigativo e non richiede tempi di preparazione biblici. Oppure se li richiede, poi ti ripaga. Dopo la pasta al pesto, la polenta con il gorgonzola (o accompagnata con tutte le pietanze che ci si accostano bene), il risotto in qualsiasi modo e maniera, i canederli e la torta tenerina, c’è la lasagna di mia mamma. Una sorta di classifica di gusto tutto mio. E di leggerezza, soprattutto.

Domenica scorsa ci siamo messe sul nostro tavolone di legno e ne abbiamo imbastita una di lasagna: una variante diversa dalla tradizionale, ma che ci ha fatto pensare alle vacanze in Val di Fassa, in Trentino, o a Ponte di Legno, quando ancora il tre era un numero perfetto. Così è venuta fuori quella che abbiamo ribattezzato la nostra Lasagna della Baita, con speck, fontina e funghi porcini. Lo speck è stato un gradito souvenir dall’Alto Adige: le amiche sanno perfettamente quali sono i cadeaux che amo. Fortunatamente, grazie alla nostra meravigliosa affettatrice Essedue -azienda leader nel settore, ma orgogliosamente pavese- e alle manine da “salumiere per un giorno” di Marco maritozzo barbuto, abbiamo avuto la meglio! Dice che è semplicissimo usarla e che quindi “ben vengano salumi e formaggi da affettare…”Tra l’altro: quanto mi piace il design retrò di questa macchina, con quel panna con i pomelli color cognac da antica salumeria.

Ora passiamo alla lasagna davvero per principianti.

 

Abbiamo preparato la besciamella: scaldare il latte in una casseruola; far ammorbidire il burro a fuoco basso, poi si spegne il fuoco e si aggiunge la farina tutta, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. In una padella con un filo di olio evo e sale, abbiamo rosolato i porcini tagliati a tocchettoni grossolani. Poi abbiamo iniziato con gli strati: sfoglia di pasta, besciamella ancora calda, funghi, e ancora sfoglia di pasta besciamella, speck e fontina. Ultimo strato superiore ricco di tutti gli ingredienti, una spolverata di parmigiano e trito di erba cipollina fresca. Via in forno a 180° per 30 minuti, e si anticipano le feste. Certo, perché ho voluto onorare i sottopiatti tartan appena comprati, i sottobicchieri in feltro rosso, e una serie di inutili ma teneri decori.

 

 

About

No Comments

Leave a Comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: