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Trenino rosso del Bernina: magico viaggio nell’immenso candore

Dopo circa tre anni riusciamo a salire a bordo del Trenino Rosso del Bernina e goderci i panorami mozzafiato dai suoi finestrini. Zaino in spalla, biglietti in mano (anche quelli per Jeffry…sì, perché anche i cani sono passeggeri paganti se fuori dal trasportino), e mini guida per pianificare tappe e discese fornita all’info point: abbiamo tutto. Il nostro viaggio parte da Tirano -anche se non soggiorniamo in uno degli hotel del paese, preso d’assalto dai turisti “del trenino”, ma all’Aprica, ugualmente comoda e meno over booking -e si conclude nella patinatissima Sankt Moritz. Il tragitto stupisce già sulla carta: dai 429 metri di Tirano, si arriva a toccare i 2253 metri (e i meno 19 gradi!) dell’Ospizio Berninapoi si scende di nuovo giù, nella vallata del fiume Inn, in alta Engadina, dove si trova Pontresina, lussuosa cittadina capoluogo della valle, e paradiso per lo sci di fondo, dove si susseguono hotel da innumerevoli stelle.

Avendo già un’idea di massima sulle fermate, prendiamo posto nel vagone -tassativamente vicino al finestrino- e appoggiamo macchine fotografiche e cellulari sul tavolino dove viene indicato tutto il percorso. Passato il confine svizzero di Campocologno, si arriva a Campascio e il trenino inizia a salire in mezzo a vitigni dall’aspetto ancora autunnale. La neve arriverà dopo. Tantissima e soffice. Arriviamo a Brusio, uno dei luoghi simbolo del trenino rosso con il viadotto elicoidale; per chi vuole scendere c’è il Museo del Contrabbando da visitare, con le sue storiacce di briganti e doganieri. Noi fotografiamo e decidiamo di proseguire. Facce appiccicate ai finestrini anche giunti a Le Prese, con il romantico lungolago che costeggiamo sul biscione rosso. Il freddo fuori punge la pelle, ma non ci scoraggiamo e, sebbene avremmo voluto fare una sosta a Cavaglia per le famose “marmitte dei giganti” (28  buche nella roccia che si sono formate con le glaciazioni dopo lo scioglimento del ghiacciaio che oggi è il Piz Palù), puntiamo dritti all’Alp Grüm. E da questo momento in poi i nostri occhi non vedranno altro che bianco, sulle cime altissime, a coprire specchi d’acqua color smeraldo, nelle vallate.

 

 

All’Ospizio Bernina c’è chi scatta foto landscape in quei sei minuti di agilità pre ibernamento, chi si cimenta con il kite snowboarding in una immensa distesa candida. Non si vedono confini, è tutto ovattato. Il Lago Bianco e il Lago Nero divisi dalla diga non si vedono, motivo per il quale ripeterò il viaggio anche con la bella stagione, quando cambia tutto e sembra un’altra avventura. Con un filo di disappunto penso di non aver messo la salopette da sci, ma la calzamaglia termica ed un paio di leggins, outfit che fa sfumare la possibilità di fare a palle di neve. Guardo il termometro: -19. L’app meteo sul mio telefono mi dice che sulle Isole Svalbard, nell’estrema tappa a nord del nostro viaggio di nozze in Norvegia, ce ne sono -13. Il viaggio prosegue; il trenino del Bernina sembra una linea curva tracciata da un pennarello rosso su un gigantesco foglio bianco. Passiamo Diavolezza e il ghiacciaio del Morteratsch scattando a raffica, e arriviamo a Pontresina, paradiso per gli alpinisti e degli sport invernali della Val Rosegg. Qui è possibile passeggiare, ciaspolare nel bosco, o salire su una delle tante carrozze trainate da biondissimi cavalli. D’estate invece, con un paio di ore di camminata, si arriva direttamente a Sankt Moritz, capolinea del Bernina Express.

Da sapere:

  • Costo: 56 euro andata e ritorno in seconda classe – i bambini sotto i 6 anni non pagano- dai 6 ai 15 anni 28 euro;
  • Durata: l’intero viaggio senza soste Tirano-Sankt Motitz è di 2 ore e 20 minuti;
  • Il viaggio può durare più di un giorno: l’andata e il ritorno valgono massimo 10 giorni, quindi è possibile scendere, pernottare, risalire, fare ancora qualche fermata, scendere di nuovo, passare un paio di giorni in una località;
  • Si possono prenotare i posti a sedere solo sui BEX, i treni panoramici, che hanno finestrini più ampi e luminosi (a dire il vero non c’è moltissima differenza), pagando 5 franchi in più a tratta.
  • Se viaggi con il cane: se il cane è piccolo e sta in una gabbietta/borsa/trasportino non paga alcun biglietto. Se il cane é libero (piccolo o grande che sia) paga metà biglietto della tratta prescelta in 2a classe (anche se viaggia in 1a classe). Essendo poi un espatrio, é sempre opportuno avere con sé il passaporto canino;
  • I biglietti si possono fare direttamente a Tirano se si decide all’ultimo minuto di prendere il trenino rosso. Quelli delle 9.00 e 9.40 sono i più affollati;
  • Prenotate con anticipo:  2 settimane prima del viaggio, se si tratta di “ponti e festività” anche un mese prima;
  • Nei dintorni della stazione di Tirano ci sono molti parcheggi gratuiti, ma è meglio arrivare una ventina di minuti prima della partenza del treno perché spesso sono pieni;
  • A bordo si può pranzare-cenare anche al sacco (soluzione molto più economica…visto che stiamo parlando della Svizzera), oppure gustare qualche specialità d’oltralpe nei rifugi e punti ristoro di Miralago, Poschiavo, Cavaglia, Alp Grum, Ospizio Bernina, Morteratsch, Pontresina e Poschiavo.
  • Ricordate i franchi svizzeri; altrimenti si paga con carte di credito.
  • www.treninorossobernina.it

2 commenti

  • Leda Braskin

    Carisimi Eleonora e Marco
    Legendo l’articolo ho fato il viagio asieme a voi. Mi e piaciuto moltisimo. Vi auguro ogni bene e grazie per i belisimi articoli dai vostri viagi.
    Con afetto e il grande piacere, cordiale saluto da Portorose, Leda.

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